Castello di Porciano

Loc. Porciano

Stia (AR)
Telefono
337/671277

PERCHE' VISITARLO:
Per tornare indietro nel tempo, assaporare la pace di un antico borgo, camminare su originali vicoli lastricati all'ombra di una torre dell'anno Mille. Per godere di un'atmosfera magica, conoscere la storia e respirare i luoghi dove Dante soggiornò… ma cosa ci fanno i manufatti degli indiani d’America? Vieni a scoprirlo

L'ECOMUSEO

Il castello di Porciano, di proprietà privata, fu uno dei primi insediamenti nella vallata dei Conti Guidi, documentato per la prima volta in due pergamene del giugno 1007 e del novembre 1017. Dalla seconda metà del XIII secolo il sito divenne sede di uno dei rami comitali in cui i Guidi si divisero a seguito delle loro vicende familiari, quello di Porciano-Modigliana, assumendo anche l’attuale aspetto fortificato con l’imponente torre palaziale di circa 35m di altezza, raro esempio di architettura militare e residenziale al tempo stesso.
Tra il 1250 e la prima metà del 1300, il castello ed il sito conobbero il loro apogeo politico e culturale. All’inizio del XIV secolo, a dimostrazione dell’importanza politica dei Guidi di Porciano, lo stesso Dante Alighieri, durante il suo esilio casentinese, fu ospitato nel castello. Qui, stando alla tradizione, avrebbe scritto le sue tre famose lettere, ‘Ai principi e Popoli d’Italia’, ‘Ai Fiorentini’ e ‘Ad Arrigo VII’ (1311).
Dalla metà del XIV secolo il castello andò incontro ad una forte decadenza politica passando nel 1349 sotto la protezione di Firenze con gli ‘Atti di Accomandigia’.
Nel 1442 Ludovico, ultimo conte di Porciano, rinunciò a tutti i suoi diritti feudali sulla contea e sui suoi uomini facendosi monaco a Firenze. Da quel momento, ultimo tra tutti i domini dei conti Guidi in Casentino, Porciano e le sue terre passarono sotto il dominio della Repubblica di Firenze. In seguito il castello passò al Comune di Stia e fu venduto nel 1793, già in stato di rovina, ad un antenato degli attuali proprietari, l'Abate Conte Giuseppe Goretti de Flamini.
Dal 1963 al 1978, fu portato avanti il completo restauro del castello da parte di Flaminia Goretti de Flamini e di suo marito George A. Specht, genitori dell’attuale proprietaria Martha Specht Corsi.

La torre del castello, oltre all’abitazione dei proprietari, ospita un museo dove sono conservati oggetti della vita contadina e reperti archeologici riguardanti la storia del Castello di Porciano.

Piano terreno casentinese tra il XV e il XVII secolo
Interessante collezione di oggetti antichi di uso agricolo e domestico legati al mondo della mezzadria locale. Piccola collezione americana di oggetti dei pionieri e delle tribù Navaho e Lakota legati alla vita del padre della proprietaria, George A. Specht.
Primo Piano
Vetrine contenenti i reperti archeologici che si datano dall'epoca medievale a quella rinascimentale trovati durante i restauri, ricostruzioni e documenti. Nel 2015 l'allestimento è stato arricchito di nuovi pannelli e di un plastico del castello.
Secondo Piano
La grande sala di rappresentanza del Castello, detta “Salone di Dante”, con due belle finestre simmetriche ai lati del camino. Qui i conti Guidi offrivano banchetti, amministravano la giustizia e gestivano il territorio. Qui Dante ha raccontato, ha scritto e si è ispirato.

Per ulteriori notizie sul castello: www.castellodiporciano.com

Info e Utilità

Loc. Porciano – Stia Soggetto che si occupa della gestione, informazioni e delle aperture su richiesta: MARTA SPECHT CORSI 337/671277

Orari di apertura

Apertura:
Tutte le domeniche ed i giorni festivi dal 1° Maggio al 31 Ottobre
10:00/12:00 - 16:00/19:00

Informazioni, aperture e visite su richiesta::
Martha Specht Corsi, proprietaria del castello
Tel. +39 337.671277 - +39 055.400517
Fax +39 055.400506
info@castellodiporciano.com

Andrea Biondi, curatore scientifico del museo
+39 333.3834001
fionz@hotmail.it

Eventi del Castello di Porciano

Documenti o Allegati:

Visualizza la pagina del Castello di Porciano sul sito dell'Ecomuseo del Casentino

Altre info o descrizioni: