CASA NATALE DI GUIDO MONACO

CASA NATALE DI GUIDO MONACO

LA CASTELLACCIA, TALLA - AREZZO

STRUTTURA COLLEGATA ALL’ECOMUSEO

CASA NATALE DI GUIDO MONACO

CASA NATALE DI GUIDO MONACO

LA CASTELLACCIA, TALLA - AREZZO

STRUTTURA COLLEGATA ALL’ECOMUSEO

PERCHÉ VISITARLO

Per scoprire il nucleo più antico del paese e raggiungere, attraverso la “Via Musicalis”, le antiche costruzioni de “La Castellaccia” dove la tradizione vuole che sia nato Guido Monaco, l’inventore della notazione musicale moderna.

ARTICOLAZIONE E CARATTERISTICHE

La struttura è accolta presso la “Castellaccia”, all’interno dei resti di un probabile sito fortificato. Talla da sempre identifica questo luogo quale la casa natale di Guido Monaco, facendo riferimento a frammenti di documenti, a pareri di studiosi e soprattutto dando fede a un’antica tradizione locale. Il monaco musicista,  nato fra il 992 ed il 995, si suppone possa aver ricevuto una prima formazione presso la non lontana abbazia di Santa Trinita in Alpe fondata intorno al 960 da due monaci teutonici. Guido Monaco approfondì la sua esperienza spirituale presso l’Abbazia di Pomposa. Trasferitosi verso il 1025 ad Arezzo, sotto il patronato del vescovo Teodaldo, prese in mano l’insegnamento musicale e corale nella scuola episcopale della città. A Guido Monaco è attribuita l’elaborazione di un nuovo libro liturgico, l’antifonario, in cui le melodie sono scritte con segni collocati su un rigo.
L’allestimento ha un carattere prevalentemente documentario e didattico ed espone strumenti musicali, pannelli interattivi e didascalici che consentono di ripercorrere la storia e le caratteristiche della nascita della notazione musicale ideata dal monaco benedettino.
La cultura della memoria legata alla figura di Guido Monaco, indipendentemente dalla veridicità del luogo natale, ha svolto e svolge un ruolo centrale per l’identità del paese e rappresenta uno stimolo culturale e un’eredità sempre viva che si concretizza in iniziative e attività didattiche. A questo proposito si rimanda agli elaborati realizzati nell’ambito del progetto: "GUIDO MONACO DACCI IL CINQUE!" (video su YouTube).

Un particolare percorso La via Musicalis (https://www.ecomuseo.casentino.toscana.it/musicalis) collega la località al paese di Talla attraverso una serie di installazioni, alcune delle quali interattive, ispirate alla mano guidoniana e agli strumenti musicali del passato.

PARTICOLARITÀ E CURIOSITÀ

LA MANO GUIDONIANA

Guido fu il primo ad identificare le sei note nella scala musicale con le sillabe UT, RE, MI, FA, SOL, LA. Esse erano le sillabe iniziali di un inno a San Giovanni:

UT queant laxis

REsonare fibris

MIra gestorum

FAmuli tuorum

SOLve polluti

LAbii reatum,

Sancte Joannes

A Guido d’Arezzo si deve anche l’invenzione di questo ingegnoso espediente mnemonico per insegnanti e allievi cantori: la suddivisione in note di una mano permetteva, non soltanto di dirigere correttamente un coro, ma anche di interpretare a prima vista un motivo musicale. Dice infatti il testo in basso al palmo della mano: “Impara a leggere la tua mano, se vuoi imparare il bel canto. Senza questo sistema, studierai per moltissimi lustri senza alcun risultato. (Assolvi, San Giovanni, il peccato di un labbro contaminato, perché i sacerdoti possano far echeggiare con voce leggera le tue gesta meravigliose).

Fu Ludovico Zacconi a proporre l’adozione del “si”. Quello che oggi conosciamo come “DO” una volta era chiamato “ut” (ancora oggi in Francia è chiamato così). La sostituzione avvenne nella prima metà del XVII secolo su proposta di G.B. Doni. Do è la sillaba iniziale del suo cognome.

 

Appuntamenti fissi

APPUNTAMENTI FISSI

Iniziative varie (concerti, animazioni per bambini e famiglie) durante il periodo estivo; Escursione alla Badia di Santa Trinita in Alpe (terza domenica di luglio).

Luoghi

PERCORSI E ITINERARI, LUOGHI DI PREGIO CONNESSI O PROSSIMI ALLA STRUTTURA

Badia di Santa Trinita in Alpe.

Santa Trinita in Alpe è stato il primo monastero benedettino del Casentino. Fondato in età ottoniana fra il 950 e il 961 da due eremiti tedeschi, Pietro ed Eriprando, nell'XI e XII secolo arrivò ad avere una vasta giurisdizione. Nel 1425, ormai in fase di decadenza, fu affidato ai monaci vallombrosani e alla fine del XVII secolo risultava già in rovina. Dal1968 a più riprese sono stati effettuarti alcuni restauri conservativi. Il luogo scelto per fondare la badia doveva essere inserito in un sistema viario che faceva capo all'intersezione di importanti vie di comunicazione di origine romana tra il Casentino e il Valdarno, utilizzate anche per lo spostamento delle greggi transumanti.

Orologio

INFORMAZIONI E ORARI DI APERTURA

MOMENTANEAMENTE CHIUSA PER LAVORI DI MANUTENZIONE

Informazioni: centro Servizi rete Ecomuseale del Casentino 0575 507272, ecomuseo@casentino.toscana.it

Comune di Talla: 0575 597512

 

Con il contributo di:

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